DAL GIAPPONE L’ORSO-ROBOT PER ANZIANI SOLI
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Dal Giappone ecco arrivare un nuovo giocattolo-robot ideato per rimediare alla solitudine. Ha le sembianze di un innocuo orsetto di peluche ma, in realtà, il teddybear giapponese è in grado di comportarsi esattamente come farebbe un qualsiasi soggetto umano.
L’androide sarebbe stato programmato per rispondere in 300 modi diversi ai gesti e alle espressioni facciali del proprio “padrone” grazie, afferma Repubblica.it, ad un dispositivo installato nel naso del giocattolo capace di intercettare le variazioni d’umore di chi lo possiede. Ad un comportamento anomalo o ad una faccia un po’ triste l’orsetto ride o saluta, o addirittura porge un fazzoletto dinanzi ad un pianto dirotto.
Ancora in via di sperimentazione, questo innovativo robot, potrebbe essere un valido aiuto alle persone sole, soprattutto anziani e bambini abbandonati davanti alla tv.
Ma già qualche anno fa il giapponese Shibata aveva messo a punto una simile invenzione rivoluzionando l’interazione uomo-macchina. Si trattava di Paro, una foca-robot di 2800 grammi capace di reagire a carezze ed abbracci, muovendosi ed emettendo versi. Mentre più recente è l’invenzione di un gruppo di studenti di Tokyo che hanno invece dato vita a Yotaro, un bambolotto in grado di assumere espressioni facciali di un vero neonato e pensato per allenare le giovani coppie allo svezzamento di un figlio.
Traguardi non indifferenti, quindi, piccole invenzioni tecnologiche che quasi non eludono dall’immaginare quel mondo fantascientifico nel quale androidi e umani vivono insieme, si innamorano o combattono tra loro per la supremazia della Terra. Un’immagine forse un po’ troppo azzardata, ma che un futuro, magari lontano generazioni, potrebbe davvero restituirci.












