Fra tradizione e modernità: la Kandamatsuri
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Camminando per le strade di Tōkyō durante i mesi di aprile, maggio e giugno, potreste imbattervi per caso in uno di quegli eventi che ravvivano l'atmosfera primaverile della città: le cosiddette "Omatsuri" (お祭り, feste religiose). In
generale si tratta di feste dedicate alla celebrazione di una o più divinità. Dei tempietti portatili di piccole o medie dimensioni vengono trasportati a spalla per varie zone della città da gruppi di persone con indosso vestiti folkloristici dell'epoca di Edo (dal 1603 al 1868). Tra le varie "Omatsuri", la festa di Kanda (神田祭, Kandasai) è particolarmente interessante e merita assolutamente di essere vista.
Una delle tre più grandi ed antiche feste tradizionali(「日本三大祭り」), ha le sue origini nell'epoca di Edo. In principio veniva celebrata durante il mese di settembre, all'interno delle mura di Edo (l'attuale Tokyo) ed era una festa religiosa biennale. Per evitare le malattie infettive ed i tifoni fu in seguito spostata al mese di maggio, periodo in cui viene tuttora festeggiata.
La festa consiste in una lunga processione che parte ed arriva al tempio di Kanda (Kanda Myōjin) ed è dedicata principalmente a tre grandi divinità: Daikoku (divinità del matrimonio, del progresso, dell'industria e della medicina), Ebisu (patrono dello sviluppo, della medicina e del commercio) ed infine Taira no Masakado (divinità protettrice delle calamità e disastri naturali), l'unico dei tre ad essere un personaggio storico (X secolo d.C) realmente esistito.
A differenza delle altre feste, durante la Kandasai i tempietti sono accompagnati da una lunga processione di...samurai e sciamane?!
Esattamente, a scortare le divinità ci pensano guerrieri in armatura, consiglieri, generali e sciamane! A guardare i maestosi samurai in armatura in sella ai loro bianchi destrieri sembra quasi di essere stati catapultati quattrocento anni nel passato. Tuttavia ad uno sguardo più attento non si possono non notare i grattacieli e le auto che sfrecciano sullo sfondo, e allora sembra invece che un esercito imperiale dell'epoca di Edo sia stato proiettato nel futuro. A mio parere, queste feste sono la sintesi perfetta dell'essenza del Giappone: un'armoniosa fusione fra tradizione e progresso, passato e presente, essere e divenire. E non si può fare a meno di restare incantati ad ammirare lo spettacolo di una festa il cui fascino rimane immutato da oramai più di quattro secoli.












