Giappone/ No governo a proposta divieto pedopornografia in rete
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Roma, 14 mag. (Apcom) - Il governo giapponese ha deciso di opporsi a un'iniziativa di legge volta a bloccare lo scambio di immagini di pedopornografiche su internet. Il partito democratico al governo - scrive oggi il britannico Telegraph - si è rifiutato di dare il suo sostegno alla proposta normativa che metterebbe fuorilegge il semplice possesso di immagini pornografiche infantili, motivando la decisione con la volontà di tutelare uno dei pilastri delle libertà individuali, la libertà di espressione.
La scelta ha suscitato un vespaio di polemiche e l'accusa al governo di essere un "kiddie porn superpower", una superpotenza pedopornografica.
Nell'ultima settimana in Giappone sono state arrestate venti persone accusate di aver postato fotografie pornografiche di bambini su un sito web creato da una studentessa 17enne. All'inizio dell'anno una madre era stata arrestata per aver scattato foto a luci rosse del figlio ed averle vendute via internet.
Nel 2009 la Polizia Nazionale ha ricevuto 4.486 denunce di pornografia infantile su internet e ben 650 persone sono state incriminate formalmente per reati legati al commercio illegale sulla rete di materiale pedopornografico. Dati che, secondo i gruppi promotori dell'iniziativa di legge, non rappresentano che la punta dell'iceberg.
Il partito democratico oltre ad opporsi alla bozza di legge si è detto a favore di una definizione più ristretta di pornografia infantile, pur sostenendo l'illegalità dell'acquisto o della vendita delle fotografie.












