Telecamere contro la "mano morta"
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In Giappone si raccolgono i primi risultati nella lotta contro la "mano morta" sui treni. Le telecamere a circuito chiuso, sistemate all'interno di alcuni convogli della linea Saikyo di Tokyo, molto frequentata dai pendolari, hanno permesso di far scendere le denunce del 50%. Visto il successo, l'intenzione è quella di montarne su tutti i 32 convogli. Nel 2009 sulla linea Saikyo le segnalazioni di abusi erano in media 14 al giorno.
La linea Saikyo, che collega la capitale nipponica alla popolosa periferia di Saitama, da anni è tristemente nota per il primato di casi di "mano morta" specie nelle ore di punta. La polizia l'ha sempre considerata la meno sicura di tutto il Paese per le passeggere.
Dopo l'istallazione sperimentale delle prime sei telecamere in dieci vagoni, però, il deterrente tecnologico si è rivelato davvero efficace. Le denunce tra gennaio e febbraio sono scese a 7,5 al giorno. L'operatore ferroviario JR East si è dunque dichiarato pronto a montare gradualmente tutte le telecamere che saranno necessarie.
L'uso di telecamere di sicurezza era stata sollecitata già ad ottobre dalla polizia locale di Tokyo, Kanagawa e Chiba , altre due aree periferiche rispettivamente a ovest e a est della capitale, dopo le numerose molestie denunciate dalle viaggiatrici. Si tratta di un' iniziativa unica per il Giappone.













